Eroi metropolitani#1

E da quassù la città brilla di luci inattese, ma troppo lontane da afferrare.

Stretta in vesti invernali, aspetto, mentre la fontana del Gianicolo riempie l’aria di getti d’acqua eterna.

Un fluire ritmico, non curante dei sorrisi sdentati delle persone “comuni”, che ogni giorno inventano il modo migliore per sopravvivere e che, per questo, diventano creature stra-ordinarie.

Eroi metropolitani, che cercano di tenere il battito del tempo,cucirselo addosso,sentirlo proprio.

Fili d’appartenenza….lunghi come le scie tracciate sulle rotaie del tram, che solcano i non-luoghi della città: periferie mentali, vicoli sotterranei, traiettorie visibili ma misteriose.

Fili di una ragnatela di cui l’inizio e la fine sono sconosciute, ma r-esistono, solidi come pietra e che splendono al sole.

E non c’è inverno più duro che possa spezzare gli entusiasmi faticosamente costruiti: disegnati e cancellati e rinnovati su qualunque superficie emozionale, per combattere gli abissi della mente…in questa vita che sembra una beffa e uno scrigno pieno di tesori.

akro_2010

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