la mia testimonianza d’ariete frà-stornata folle

“Nata in una notte di passaggio tra il 30 e il 31 del 3°mese dell’anno…3 minuti su un orologio hanno gettato la mia esistenza nell’ambiguità. Ero una bambina audace e sorridente ma molto solitaria, mi piaceva parlare con le piante più che con i miei coetanei. Avevo la predilezione per inventare storie, soprattutto disegnando. Ma la mia interiorità visionaria mi avvicinava alle viscere del sentire-in-profondità, allontanandomi dal resto del mondo-in-superficie. Sono cresciuta graffiando fogli con i sudori bollenti dell’arte, incompresa e irrisolta.
Ho attratto sempre creature più simili a bestie che ad uomini, stupratori d’anima che camminavano con uno specchio davanti al loro volto, sicché non potendo che guardare soltanto la loro immagine e il tragitto percorso, non progredivano. Pensavo di essere rimasta io indietro, vedendoli rimpiccioliti ai miei occhi, mentre erano loro che restavano fermi. Così, ho deciso di andare avanti perché ho l’acconciatura come due conchiglie, due rose di spine vellutate ma solide, arrotolate a spirale, pronte ad accogliere e respingere gli ostacoli.
In certi momenti mi sento risacca, in altri onda. Aspetto l’alta marea”

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